La dimensione di un dovere.

quando anche un solo errore evitabile è troppo

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) stima che il 23% dei cittadini dell'Unione Europea ritengono di essere stati esposti a errori medici.

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Importanti indagini statunitensi indicano che la frequenza degli errori si attesterebbe tra il 3.7% ed il 16.6% della totalità dei ricoveri, con le maggiori probabilità di errore concentrate sui pazienti oltre i 65 anni di età, a causa della maggior complessità di trattamento. Al recentissimo World Patient Safety, Science & Technology Summit sono stati segnalati livelli non più tollerabili del problema, con oltre 200.000 decessi per errori medici solamente negli USA, e oltre 3.000.000 in tutto il mondo. 

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In Italia si stima che nel 4% dei ricoveri clinici si commetta un errore con danni o conseguenze per il paziente, e che in oltre i due terzi di questi casi tale errore sia dovuto a carenze e omissioni documentali.

Altri studi condotti su un campione di 40 ospedali italiani, indicano che solo il 7,6% dei medici ritiene di non essere mai stato coinvolto direttamente o indirettamente in un errore medico.

In Italia si stimano oltre 320.000 casi di errori medici ogni anno.

Il Patient Safety Movement rileva che negli USA gli errori medici sono ormai la terza causa di morte, subito dopo le patologie cardiovascolari ed oncologiche. Tra gli errori associati ad eventi avversi evitabili, spiccano quelli relativi ai farmaci, che da soli costituiscono la quarta causa di decesso negli USA, per un totale di circa 100.000 decessi all'anno.

 
 Stima dei decessi in USA collegati ad errori medici evitabili

Stima dei decessi in USA collegati ad errori medici evitabili

 

Purtroppo i migliori osservatori per monitoare l'entità del fenomeno sembrano essere le statistiche sulle cause intentate contro gli ospedali, probabilmente ad oggi le sole fonti in grado di accertare in modo attendibile e con indagini approfondite l'esistenza dell'errore medico e la possibilità di prevenirlo. Di certo c'è che una molteplicità di studi suggeriscono che l'utilizzo di adeguati strumenti per la raccolta, l'elaborazione, la comunicazione, la documentazione e la divulgazione delle informazioni cliniche, può consentire di prevenire ed evitare tra il 50% ed il 70% degli errori clinici.

fonti e riferimenti

[1] Kohn LT, Corrigan JM, Donaldson MS, editors. To err is human: building a safer health system. Washington, DC: National Academy Press, Institute of Medicine; 1999
[2] Brennan, T.A., Leape, L.L., Laird, N. et al, Incidence of adverse events and negligence in hospitalized patients: results from the Harvard Medical Practice Study I. N Engl J Med. 1991;324:370–376.
[3] Landrigan CP, Parry GJ, Bones CB, Hackbarth AD, Goldmann DA, Sharek PJ. Temporal trends in rates of patient harm resulting from medical care. N Engl J Med 2010;363:2124-2134
[4] Classen, D.C., Resar, R., Griffin, F., Federico, F., Frankel, T., Kimmel, N. et al, Global trigger tool’ shows that adverse events in hospitals may be ten times greater than previously measured. Health Aff. 2011;30:581–589.
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